Sezione di Audiologia del Dipartimento di Neuroscienze

dell'Università "Federico II" di Napoli

Direttore: Prof. Elio Marciano

                                            Via Pansini 5, 80131 Napoli

 

 

 

L'orecchio Medio

 

L’orecchio medio è costituito dalle seguenti parti:

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il cavo del timpano, la membrana timpanica (MT),

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la catena degli ossicini dell'udito,

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l'apparato mastoideo e la tuba uditiva (di Eustachio)

 

 Il Cavo Del Timpano

Il cavo del timpano è una cavità ossea contenuto nella rocca petrosa dell'osso temporale e posta tra l'orecchio esterno e l'orecchio interno. Accoglie la catena degli ossicini e comunica attraverso la tuba uditiva con la faringe, mediante l'aditus ad atrum con l'apparato mastoideo.
 Ha forma di una lente biconcava; vi si considerano due pareti (una laterale ed una mediale) più estese e una circonferenza, più ristretta, che può essere suddivisa in quattro pareti: anteriore, posteriore, superiore ed inferiore.

La
parete laterale è costituita per i 3/5 dalla MT e per la restante parte da una cornicetta ossea che la circonda; quest'ultima,nella sua parte superiore, prende il nome di muro della loggetta.
La parete mediale o labirintica presenta nella sua parte centrale un rilievo, chiamato promontorio.  Al di dietro di esso e in basso si trova la finestra rotonda, che comunica con l'estremità inferiore della scala timpanica della chiocciola ed è chiusa dalla membrana secondaria del timpano.
Al di sopra della finestra rotonda sta la finestra ovale, orifizio di forma ellittica in cui si affonda e si fissa, per mezzo del legamento anulare, la base della staffa.
 La parete labirintica separa il cavo del timpano da alcune parti del labirinto osseo; la finestra ovale comunica infatti medialmente con il vestibolo, nel quale sono disposti il sacculo e l'utricolo, mentre al promontorio corrisponde la parte iniziale del giro basale della chiocciola membranosa o condotto cocleare.
La parete anteriore o carotidea presenta nella suo terzo superiore un orifizio ovoidale, ostio timpanico della tuba uditiva, con il quale appunto ha inizio appunto questo condotto.
La
parete posteriore o mastoidea è occupata, nella parte superiore, dall'aditus ad antrum, un ampio orifizio che conduce all'antro timpanico; più in basso, lateralmente, si trova il foro d'ingresso della corda del timpano, attraverso il quale questo ramo del nervo faciale penetra nel cavo del timpano.
La parete superiore è formata dal tegmen tympani, lamina ossea appartenente al periotico che separa l'orecchio medio dalla fossa cranica media.
La parete inferiore o giugulare ha la forma di una stretta doccia (recesso ipotimpanico) in cui si trova l'orifizio di sbocco del canale timpanico, che dà passaggio al
nervo di Jacobson e all'arteria timpanica inferiore.
Una complessa rete arteriosa assicura l'apporto ematico alla mucosa del cavo del timpano, alle sue parti ossee, agli ossicini e ai muscoli in esso contenuti. A concorrere alla formazione di tale rete sono rami della carotide interna (a. timpanica inf., a. stilomastoidea, a. faringea ascendente) e della mascellare interna (a. timp. superiore e ramo petroso superf. della a. meningea media). Il sistema venoso del cavo del timpano immette, superiormente, nelle vene meningee medie e nel seno petroso superiore; inferiormente, nel bulbo della vena giugulare interna e nei plessi pterigoideo, faringeo e carotideo interno. I linfatici del cavo del timpano vanno ai linfonodi parotidei, retrofaringei e mastoidei. L'
innervazione sensitiva della mucosa della cassa del timpano è assicurta dal nervo timpanico (di Jacobson) ramo del glossofaringeo; l'innervazione simpatica è fornita dai nervi caroticotimpanici (superiore e inferiore) del plesso carotideo.
 

 Membrana Del Timpano

La membrana timpano chiude il fondo del meato acustico esterno, dividendolo dal cavo del timpano. Essa giace su un piano tale che la sua faccia laterale volge in basso e in avanti. Ha una forma ellittica essendo più sviluppata in altezza (9-10 mm) che in larghezza (8-9 mm). E' foggiata ad imbuto; la sua faccia laterale è incavata mentre la mediale è convessa. Si dà il nome di umbo al punto più infossato.

Presenta due superfici: una superficie laterale, rivolta verso il m.a.e., sulla quale per trasparenza il manico del martello determina un'immagine avente l'aspetto di una stria chiara (stria malleolare); una superficie mediale che guarda verso il cavo del timpano, contro la quale è applicato il manico del martello che vi aderisce tenacemente.
 La superficie laterale è rivestita di cute mentre la mediale è tappezzata dalla mucosa del cavo del timpano
Il margine ispessito della membrana  si fissa mediante un anello fibrocartilagineo (orletto anulare) al solco timpanico che risulta incompleto perché presente nell'osso timpanico e assente invece nella parete superiore formata dalla parte squamosa dell'osso temporale.

Nella MT si distinguono due parti: una più estesa, mobile, la pars tensa e, al di sopra, di questa, un'altra più piccola, la pars flaccida.
Nel contesto della pars tensa è incluso il manico del martello, che termina nell'umbo.
L'umbo ha importanza topografica della membrana, poichè in corrispondenza di esso si incrociano il diametro coincidente con l'asse del manico del martello e il diametro a questo perpendicolare; da questi diametri la membrana viene suddivisa in due quadranti superiori e due inferiori.
 Nel quadrante anteroinferiore si osserva, all'esame otoscopico, un particolare riflesso luminoso detto triangolo luminoso (di Politzer) che deriva dalla forma e dalla posizione della membrana del timpano.
La pars flaccida è la porzione superiore della membrana timpanica. Presenta scarsa resistenza e, con la sua faccia interna, si mette in rapporto con il processo laterale del martello.

  

La Catena Degli Ossicini Del Timpano

La catena degli ossicini del'udito è formata dal martello, dall'incudine e dalla staffa, tre piccole osse articolate fra loro, che stabiliscono, in senso latero-mediale, un collegamento tra membrana del timpano e finestra ovale; l'ampiezza dei movimenti conferiti alla catena dalla membrana del timpano è conferita da due piccoli muscoli, cioè dal muscolo tensore del timpano e dal muscolo stapedio.


Il
martello, il più laterale degli ossicini, è composto da una testa, un collo e un manico. La testa è situata nel recesso epitimpanico e si articola posteriormente con l'incudine. Il collo collega la testa al manico e corrisponde lateralmente alla pars flaccida della membrana del timpano. Il manico è contenuto nello spessore della MT e termina nell'umbo.
L'incudine è formata da un corpo e due processi; il primo presenta una superficie articolare per la testa del martello mentre il processo lungo o inferiore, attraverso il processo lenticolare si articola con la staffa.
La
staffa è situata medialmente all'incudine; vi si considerano una testa, due archi e una base. La testa è in contatto con l'incudine e dà inserzione al muscolo stapedio. I due archi terminano nella base o platina, che occupa la finestra ovale, alla quale è connessa attraverso i legamento stapediale.

La catena degli ossicini è mantenuta nella sua posizione dalle connessioni del manico del martello con la membrana timpanica, dal legamento anulare della staffa e dai legamenti del martello e dell'incudine.
 

I muscoli della catena degli ossicini sono due, e cioè il muscolo tensore del timpano o del martello e il muscolo stapedio o della staffa.
Il m. tensore del timpano è accolto in un canale osseo situato al di sopra della tuba uditiva dalla cui apertura esce il tendine del muscolo; il tendine attraversa il cavo del timpano fino a prendere inserzione sulla radice del manico del martello. Con una sua contrazione, il muscolo, innervato dal trigemino, provoca uno spostamento in senso mediale del manico del martello, il che determina un aumento della tensione della MT e uno spostamento, pure in senso mediale, dell'apofisi lunga dell'incudine e della staffa, la cui base si affonda così nella finestra ovale.
Il
m.stapedio è contenuto nell'eminenza piramidale della parete mediale del cavo del timpano. Il tendine esce dalla parete e si termina inserendosi sulla testa della staffa.
E' innervato dal n.faciale. Contraendosi, tira indietro la testa della staffa, determinando così un leggero spostamento della base di questo ossicino verso il cavo del timpano.
I due muscoli agiscono in via riflessa e sinergicamente variando l'intensità della loro contrazione in base alle richieste funzionali: si contraggono simultaneamente e fortemente in risposta a stimolazioni sonore molto intense, irrigidendo, con il loro effetto antagonista, la catena degli ossicini e smorzando quindi la trasmissione delle vibrazioni all'orecchio interno ( da cui l'iperacusia che segue alla paralisi dello stapedio).
La prevalenza del muscolo tensore del timpano, aumentando la tensione della membrana, faciliterebbe la trasmissione dei suoni acuti, mentre quella dello stapedio, che svolge una funzione opposta, favorirebbe la trasmissione dei suoni gravi.


Da un punto di vista funzionale la catena degli ossicini rappresenta il sitema più efficiente per la trasmissione dei suoni dall'orecchio esterno all'orecchio interno.
La membrana del timpano, vibrando, trasmette infatti il suo movimento al martello, e questo all'incudine e l'incudine alla staffa.
Quando la MT si sposta medialmente (verso il cavo del timpano) anche la staffa si sposta medialmente e si approfonda nella finestra ovale; quando la MT si sposta lateralmente (verso il meato acustico esterno), anche la staffasi sposta nello stesso senso. Gli spostamenti della staffa vengono trasmessi dalla sua base alla perilinfa del vestibolo.
Le onde sonore possono però propagarsi all'orecchio interno anche per vibrazione dell'aria contenuta nel cavo del timpano per vibrazione in toto delle formazioni ossee che circondano la coclea. Questo fatto spiega come la distruzione della catena degli ossicini nel corso di interventi chirurgici o in seguito a processi patologici, pur determinando una grave ipoacusia, non abolisca del tutto la percezione dei suoni.

 

Cavità Mastoidee

A formare l'orecchio medio concorrono anche particolari cavità, comunicanti con il cavo del timpano e contenenti aria, che sono principalmente accolte nell'apofisi mastoidea dell'osso temporale; le cellule mastoidee sono piccole cavità, comunicanti tra loro, delle quali le più importanti sono scavate nella parte del processo mastoideo formata dallo squamoso (cellule squamose) e in quella formata dal periotico (cellule petrose).

 

 

Tuba Uditiva

E' un condotto lungo circa 35-45 mm mediante il quale la cavità timpanica comunica con il rinofaringe.
Si divide in una parte ossea lunga 10 mm circa, scavata nell'osso temporale, e una parte fibrocartilaginea facente seguito  a quella ossea, lunga circa 25-35 mm.
La parte fibrocartilaginea è provvista di uno scheletro avente la forma di una doccia aperta in basso, che una lamina di tessuto fibroso trasforma in canale.
La parte ossea inizia con un foro,
ostio timpanico della tuba uditiva, nella parete anteriore del cavo del timpano; continua fino a quando il suo diametro non presenta un restringimento, chiamato istmo, che  segna il punto di inizio della porzione fibrocartilaginea.
La parte fibrocartilaginea decorre lungo il solco che, nella faccia esterna del cranio, separa la faccia laterale della piramide del temporale dalla grande ala dello sfenoide.
Sul margine inferiore della cartilagine laterale della tuba prende inserzione il muscolo tensore del velo del palato; sulla faccia mediale prende inserzione il muscolo elevatore del velo del palato. Le inserzioni di questi due muscoli spiegano come i movimenti del palato molle possano determinare l'allontanamento delle due pareti della tuba e quindi la pervietà dell'organo.
Occorre tener presente infatti che, mentre la parte ossea della tuba presenta una cavità stabilmente pervia, nella parte cartilaginea la cavità è virtuale essendo la parete laterale della tuba ( che è quasi del tutto priva di scheletro cartilagineo) normalmente accollata su quella mediale.
Il condotto va, infine, a terminare nel rinofaringe aprendosi attraverso un foro di forma triangolare: l'orifizio faringeo della tuba uditiva.

La tonaca mucosa della tuba uditiva ha una struttura simile a quella del rinofaringe. Nella tonaca propria si trovano ghiandole tubuloacinose e numerosi follicoli linfatici i quali, specialmente nel bambino, si aggregano in vicinanza dell'orifizio faringeo a formare la
tonsilla tubarica.

Da un punto di vista funzionale, la tuba uditiva ha il compito di drenare nella faringe le secrezioni del cavo del timpano e di permettere le penetrazioni dell'aria, dalla faringe, nel cavo del del timpano e nella cavità mastoidee.
Questa seconda funzione permette alla membrana del timpano di vibrare in condizioni ottimali: infatti l'aria che dalla faringe penetra, per mezzo della tuba uditiva, nel cavo del timpano, equilibra, sulla faccia mediale della membrana timpanica, la pressione che l'aria contenuta nel meato acustico esterno esercita sulla faccia laterale.
Una alterazione della pervietà tubarica  provoca perciò alterazioni della pressione normalmente esistente nel cavo del timpano, con il conseguente difettoso funzionamento della membrana del timpano e del sistema di trasmissione.